Diabete gestazionale: riconoscerlo e affrontarlo

Scopri come il diabete mellito gestazionale (o gravidico) può influenzare la gravidanza.

L’analisi del sangue in gravidanza è un valido strumento per identificare efficacemente e in tempo utile i valori alterati e quindi le patologie. È il caso della glicemia alta che, se presente, potrebbe indicare una condizione di diabete mellito gestazionale. Si tratta di uno stato di iperglicemia che può colpire le donne incinte anche se queste non sono mai state diabetiche. Solitamente la causa è lo sconvolgimento ormonale subito dalla futura mamma quando il feto comincia a crescere nella pancia.

Come leggere i valori di glicemia?

Per capire se si è in condizione di diabete gestazionale è necessario osservare i valori di glicemia calcolati come segue: una prima volta a digiuno; una seconda volta dopo 1 ora da un pasto contenente 100g di glucosio e una terza volta dopo 2 ore. Se in tutti e tre i casi questi valori superano quelli della tabella riportata sotto, allora ci sono buone probabilità di aver contratto questo tipo di diabete. È possibile calcolare la glicemia anche con una comune macchinetta per il diabete (chiamata glucometro). Seppur all’inizio della gravidanza la futura mamma non risultasse iperglicemica, sarà comunque bene controllare nuovamente i valori dopo circa 10 settimane.

tabella dei valori di glicemia

Il diabete gestazionale è un pericolo per la mamma e il bimbo?

Una quantità anormale di zuccheri può portare conseguenze sia alla mamma sia al bimbo, poiché loro condividono il sangue e le sostanze in esso presenti. Spesso il diabete gestazionale può obbligare a un parto cesareo prematuro e far rischiare alla mamma di diventare diabetica a seguito della gravidanza. Allo stesso rischio è soggetto anche il bambino, poiché, abituatosi agli alti livelli di glicemia della madre, potrebbe iniziare a produrre più insulina del normale. Il rischio più grande per il neonato è però la macrosomia, cioè nascere con un peso eccessivo (superiore ai 4 kg).

Quali sono i fattori di rischio?

Recenti studi scientifici hanno riscontrato che le mamme più a rischio sono di età superiore ai 35 anni, in sovrappeso e con una storia familiare recente di diabete mellito. Sembra, inoltre, che le etnie medio orientali, caraibiche e ispaniche siano le più soggette, seppure anche nel resto del mondo siano noti parecchi casi di questa malattia. È poi bene notare come il fumo di sigaretta sia anch’esso associato e che le donne fumatrici abbiano il doppio della probabilità di divenire diabetiche. Il fumo comporta inoltre tutta un’altra serie di rischi da poter approfondire leggendo l’articolo “Fumo in gravidanza: i rischi per te e per il bambino“.

Ci sono dei sintomi visibili?

Sebbene alcune donne incinte risultino iperglicemiche senza presentare sintomi visibili, spesso è però possibile notare dei particolari che devono far scattare un primo campanello d’allarme. Durante la gravidanza è normale un aumento della diuresi, ma in caso di diabete gestazionale questa risulta particolarmente frequente, così come si può notare un apparentemente immotivato aumento della sete. Anche la perdita di peso può essere un sintomo, soprattutto se avviene in concomitanza con l’aumento della fame. In alcuni casi, anche una riduzione della vista o un aumento di infezioni (es. cistiti) può essere un indicatore da non sottovalutare.

Prevenzione e cura

È possibile ridurre i rischi di contrarre il diabete gestazionale bilanciando la dieta, mantenendosi in esercizio fisico e controllando i valori glicemici circa 4 volte al giorno, ovvero prima e dopo i pasti principali. Nel caso in cui una donna risultasse diabetica in gravidanza, la cura prevederà pertanto: una rimodulazione della dieta su indicazione del dietologo; esercizio fisico e nei casi più gravi iniezioni di insulina.

Dario Mazzonello - Medical Writer

Dario Mazzonello
Farmacista

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